Alla memoria di un fratello
Se Cheyenne non è una perfetta sconosciuta per il visitatore di
questo sito, probabilmente è perché la si è già incontrata per le pagine di
qualche rivista.
Questa volta ritorna per presentarci il chop "Shovel" che
Griglia e Roberto di "Old Iron Chopper" Savona (Italia) hanno costruito per
lei.
La bionda si radicalizza!
Se non avete letto l'articolo di
(Wild Motorcycles 94), un piccolo promemoria dei fatti può essere
utile.
Rico fece la sua conoscenza e una complicità del tutto amichevole si
è subito instaurata tra loro. Al punto che Cheyenne ebbe voglia di presentargli
Ocean Princess, il Softail col quale viaggiava libera come l’aria in Francia,
Italia e altrove. Si è scoperto che per Cheyenne non è stata la sua prima
bicicletta e che ha frequentato il “mezzo” da più di un paio d’anni per suo
divertimento. Poiché l’acqua scorre sotto i ponti.. (da allora ne è passata di
acqua sotto i ponti..) Cheyenne possiede ancora la sua Softail, ma Griglia, suo
compagno, ha avuto l’idea di costruirle questa moto affinché possa realizzare un
duplice desiderio: farle possedere un chop e rendere omaggio a Ludovic, suo
fratello, la cui passione per le immersioni ha finito per farlo inghiottire
dalle profondità del mar dei Caraibi…
L'aria di mare
L’ippocampo alato dalla lunga capigliatura bionda è l’ideale proiezione soprannaturale di
Ludovic. Lui galleggia sul serbatoio turchese messo in risalto da conchiglie
blue scuro e colori che Ettore “Captain Blaster” Callegaro ha scelto per evocare
il mare e i suoi abissi inaccessibili. Un amico, specializzato nelle pittura di…
termosifoni, si è incaricato di dipingere di bianco la struttura, come la
schiuma di un’onda, nel mezzo di uno smalto resistente agli urti e alle
abrasioni. Il colore del cuoio della sella e della borsa laterale ricorda quella
della sabbia calda e fine che si trova sulle spiagge paradisiache dei tropici. È
Andrea De Marinis che ne ha selezionato e cucito il cuoio per ricoprire la sella
Biltwell a molle e modellato la borsa che segue la linea del telaio a forcella
replica e termina appena a monte del sissy bar. Questo agisce come sostegno di
placca laterale sormontata da un fuco di Chevy. Dall’altra parte, sul profilo
destro della moto, troviamo i collettori di scarico “adornati” da attacchi
artigianali.
Se quanto precede rende già questo chop davvero piacevole e
perfettamente equilibrato, i piccolo faro, fabbricato partendo da un
lampada-passeggero di Electra Glide, la gomma anteriore ramponata, e l’imponente
T-bar (con i pulsanti dei comandi principali intarsiati nei tubolari verticali)
opposte visivamente al piccolo sissy bar sono alcuni degli elementi distinguono
ulteriormente e caratterizzano davvero la sua linea estetica particolare. Per
armonizzarli col profilato e il motore, questi pezzi differenti sono stati
verniciati di nero prima di essere installati.
Una storia di amicizia
Nessuno avrà fatto a meno di posare il suo sguardo sul
parafango né sul bel serbatoio arrotondato. Il primo, a doppia nervatura, è di
fabbricazione inglese mentre il secondo è un modello che Gliglia ha reperito su
una rivista giapponese e che Gégé, di MAG Connection, ha finalmente ritrovato
negli Stati Uniti. Questa onda di metallo e di cromo è animata da un Shovel 1340
che, come un vecchio amico sul quale si può sempre contare, si avvia al primo
colpo di pedivella dopo quarant’anni di buon e onorato servizio e otto mesi di
inattività totale. L’amicizia, è anche quello che simboleggia da realizzazione
di questo chopper da Roberto, Griglia, suo fratello e… Cole Foster condividono
il sentimento comune e hanno tutti partecipato da vicino o da lontano alla sua
elaborazione. “Cole Foster? Come è possibile?” a coloro che si porranno la
domanda, Griglia propone una semplice risposta: “ho conosciuto Cole Foster nel
2009 durante l’EuroFestival di Grimaud. Fra noi è nata una bella amicizia e noi
abbiamo spesso l’occasione di scambiarci le idee. Ho l’abitudine di comperare un
sacco di accessori e quando viene il momento di montarne uno, divento matto a
scegliere. Ma quando hai la possibilità di chiedere un consiglio a un tipo così
appassionato come Cole Foster… tutto diventa semplice e il risultato finale è
garantito!” dopo tutto, gli amici servono a questo. Non è vero? Griglia
approfitta dell’occasione per ringraziare tutti coloro che l’hanno aiutato nella
realizzazione del duplice desiderio di Cheyenne.
Girare in Shovel non è
più riservato a mani sporche di grasso e piene di fango, benvenute “manicure”!
E' bello vedere una donna “femmina” andare in giro in moto mentre voi mandate
baci mentre guidate.. Pascale è stata in grado di fornire il suo tocco glam su
un tipo di chopper tradizionalmente molto maschile tramite qualche amuleto e una
verniciatura tutto al femminile Avviso alle donne ancora titubanti nel tentare
un’avventura selvaggia, ecco qui lo standard che bisogna raggiungere d’ora in
poi.